Il mobbing è un fenomeno ormai noto da molti anni e nonostante siano conosciute le sue conseguenze sulla vittima continua ad essere molto diffuso all’interno dei vari contesti di lavoro e perfino nei contesti familiari di diverso tipo.

Cosa è il Mobbing?

Mobbing è un termine che deriva dall’inglese to mob e vuol dire letteralmente, spingere, cacciare, portare fuori dal gruppo ovvero “aggredire qualcuno”. Il termine è stato mediato dall’etologia dove veniva utilizzato per definire l’azione di alcuni soggetti di un branco che spingono per motivi a volte ignoti ma di certo connessi alla sopravvivenza, altri membri del gruppo, fuori dal branco stesso.

“Fare mobbing vuol dire dunque cercare di cacciare qualcuno fuori dal gruppo di appartenenza”

Da cosa è provocato il mobbing?

Sono molte le ragioni che provocano il mobbing fra gli esseri umani. A volte le cause sono semplici e a volte complesse, ma in tutti i casi il mobbing si manifesta in modo violento e brutale, arrivando a provocare grossi danni fisici e psicologici nella vittima.

Nei contesti di lavoro le cause del mobbing possono essere di diverso tipo, come ad esempio:

  1. Ambienti di lavoro molto competitivi
  2. Crisi economica che risulta minacciosa nei confronti dei lavoratori
  3. Sovrannumero di lavoratori
  4. Simpatie o antipatie fra persone

Sembra dunque che a scatenare l’aggressione da parte del “mobber” (colui che aggredisce) sia la percezione di essere minacciati per un pericolo non sempre definito. Accade ad esempio, nei casi più drammatici, che la causa scatenante del mobbing, sia il solo fatto di esistere da parte della vitttima. Dunque ad innescare i comportamenti vessatori e denigratori che risultano dannosi verso la vittima, possono essere semplici simpatie o antipatie fra persone, anche fra familiari.

 

“Il mobbing è un comportamento aggressivo perpetrato dai molti nei confronti dei pochi, anche di un singolo, con il solo scopo di allontanare ed isolare il mal capitato”

Chi è il mobber?

Il mobber è la persona è o il gruppo di persone che esercitano la pressione, l’aggressione dunque gli atti di violenza psicologica, nei confronti di un singolo o comunque una minoranza di persone. Raramente il mobbing è caratterizzato da aggressioni fisiche, in quel caso si parla esplicitamente di bulling.

Il mobber può essere:

  • un collega di lavoro di pari livello, un amico o anche un familiare
  • un superiore nei confronti di un subalterno
  • e/o un subordinato nei confronti del proprio capo
  • una singola persona
  • un gruppo di persone

“Da un punto di vista psicologico il mobber è una persona che percepisce un senso di minaccia e per questo reagisce aggressivamente con l’intenzione di danneggiare o annientare la vittima”

Come si manifesta il mobbing?

Il mobbing è un atto dannoso che si manifesta in modo subdolo e poco visibile, attraverso vessazioni, calunnie, atti mancati, sabotaggi invisibili alla vittima che hanno l’effetto di confondere e mettere in discussione perfino l’esistenza psicologica della vittima stessa.

Il mobbing è una vera e propria aggressione all’autostima della vittima che indipendentemente dalle cause genera enorme sofferenza sia emotiva che fisica. La vittima del mobbing se non riesce a venire fuori dalle aggressioni arriva ad ammalarsi anche fisicamente.

  • mal di testa cronico
  • mal di pancia
  • rigidità muscolare 
  • ansia cronica 
  • paura di essere aggredito
  • insonnia 
  • isolamento 
  • calo del desiderio sessuale
  • depressione cronica

Quando questi sintomi si riproducono per un tempo superiore ai due mesi rischiano di innescare la comparsa di vere e proprie malattie croniche. Così dalla fase acuta si passa alla fase cronica, con comparsa di vere e proprie disturbi fisici cronici.

Come difendersi dal Mobbing?

Difendersi dal mobbing è un compito difficile ma non impossibile.

Il principio essenziale è quello di contrastare la tendenza ad essere isolati dal mobber e per questo è essenziale il supporto di altre persone, sia all’interno del contesto lavorativo o familiare in cui si subisce l’azione del mobber sia all’esterno. Per fare questo bisogna prima di tutto riconoscere l’azione del mobber, cioè riconoscere di essere vittima del mobber e successivamente agire in modo tale da non rimanere isolati. Fino a quando la vittima si ostina a reagire o a contrastare da solo la forza del mobber si espone impropriamente alla violenza, che è per sua natura impari. Il mobber è infatti una persona tristemente “più forte” poichè agisce nel silenzio e in modo scorretto, subdolo e nascosto, riuscendo in questo modo ad insinuarsi lentamente nella vita  emotiva della vittima fino ad arrivare ad annientarla.

Denunciare, chiedere aiuto alle persone vicine, ad amici e ad esperti, rappresenta il modo migliore per:

  • prendere le distanze dalle aggressioni verbali e non verbali
  • disinnescare la competizione che le aggressioni ingiuste stimolano provocatoriamente nella vittima
  • ritrovare speranze 
  • ri-programmare la propria vita affettiva e lavorativa

“Nessuno si salva da solo”