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Il gruppo come strumento di lavoro in ambito clinico

La psicologia clinica si avvale di vari tipi di strumenti per la cura del disagio psicologico di varia natura, gravità ed entità. Fin dalla sua origine per comprendere e curare i disturbi mentali gli psicologi si sono avvalsi dell’uso di test, questionari, interviste e colloqui individuali. Ciascuno di questi strumenti è sempre stato utile per diagnosticare, comprendere e poi curare le varie forme di psicopatologia individuale.
Le ricerche sempre più approfondite in ambito medico e psicologico hanno nel tempo permesso una comprensione sempre maggiore del funzionamento della mente. Un importante risultato è stato quello di rilevare l’importanza che ha il rapporto fra corpo e mente nella crescita e nello sviluppo della personalità di ciascun individuo. Così è stata anche riconosciuta l’importanza del rapporto che intratteniamo con il mondo esterno, cioè con i gruppi di persone con cui ci troviamo in relazione fin dalla nascita: famiglia, scuola, gruppi di amici, fin ad arrivare al nostro rapporto con il mondo sociale.
Sappiamo oggi che nella crescita e nella formazione di ogni persona dal punto di vista psicologico, sia della persona sana che in quella sofferente, è fondamentale la qualità delle relazioni che abbiamo avuto e che abbiamo con i nostri gruppi di appartenenza. Il gruppo è per molti versi la “matrice della vita mentale dell’individuo” (S.Foulkes) proprio perché all’interno di esso una persona nasce, cresce e si sviluppa.
Se il gruppo ovvero le relazioni che si stabiliscono all’interno dei nostri gruppi di appartenenza determinano il nostro stato di salute, è possibile pensare al gruppo clinico come al contesto relazionale in cui le persone possono affrontare e guarire le proprie sofferenze.
In questo senso, è possibile pensare ai gruppi naturali come ai contesti umani relazionali dove non intenzionalmente si sviluppa la patologia e la sofferenza psicologica mentre il gruppo clinico, di supporto e/o terapeutico è il contesto relazionale di tipo clinico in cui diventa possibile affrontare e “guarire” (vedi articolo sulla guarigione) la sofferenza e la patologia psicologica individuale.
Al di là dunque delle facili approssimazioni che possono far pensare al gruppo clinico come ad un contesto di condivisione inadeguato poiché troppo dispersivo per affrontare la sofferenza del singolo individuo, laddove uno psicologo o psicoterapeuta di specifica formazione, utilizza il gruppo come strumento di lavoro, permette di fatto alle persone che ne fanno parte di ricreare quelle condizioni relazionali ed affettive che sono state alla fonte della sofferenza individuale.
Il gruppo in questo senso mediante la conduzione dello psicologo, permette alle persone che ne fanno parte di essere comprese nel loro dolore e di dare nuovo significato alla propria esperienza relazionale ed affettiva. I risultati che il gruppo di sostegno e/o terapia produce nel corso degli incontri è che attraverso la condivisione e l’accettazione delle esperienze di ciascun partecipante, consente attraverso il supporto reciproco che ne deriva, di dare nuovo significato alla sofferenza del singolo e di riprogrammare la propria vita in modo più speranzoso e vivibile.